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venerdì 20 febbraio 2009

Ancora una pagina nera per la Russia 2




Un’altra pessima notizia da Mosca, che contribuisce all’immagine di Paese non democratico in cui da anni è precipitata la Russia.


Tutti assolti. La giuria ha dichiarato innocenti i quattro imputati per l'uccisione della giornalista d'opposizione Anna Politkovskaia: i fratelli Dzhabrail e Ibrahim Makhmudov, Pavel Ryaguzov e Sergei Khadzhikurbanov.

I QUATTRO - I dodici giurati, dopo circa tre ore di camera di consiglio, hanno ritenuto non provate le responsabilità degli imputati. L'ex dirigente della polizia moscovita, Serghei Khadzhikurbanov, era accusato di essere l'organizzatore del delitto per conto di un mandante non ancora identificato; i fratelli ceceni Makhmudov erano accusati di essere i pedinatori della giornalista - un terzo fratello, Rustan, è ricercato all'estero come presunto killer. Al quarto imputato, l'ex colonnello dei servizi segreti Riaguzov, erano contestati reati minori insieme allo stesso Khadzhkurbanov: abuso d'ufficio ed estorsione. Riaguzov, in particolare, avrebbe fornito l'indirizzo della Politkovskaia al gruppo ceceno secondo l'accusa, che esce però sonoramente sconfitta dal verdetto. Il pm ha annunciato ricorso contro la sentenza di assoluzione.

(Il Corriere della Sera)

martedì 20 gennaio 2009

Ancora una pagina nera per la Russia...

MOSCA - L'erede di Anna Politkovskaya è stata uccisa in un agguato insieme a un avvocato icona della lotta per i diritti civili in Cecenia. Anastasia Baburova, venticinquenne praticante della Novaya Gazeta, è morta nell'ospedale in cui era stata portata con una ferita d'arma da fuoco alla testa.

L'OBIETTIVO - Secondo la polizia è rimasta vittima di un attentato il cui vero obiettivo era Stanislav Markelov, l'avvocato trentaquattrenne che si era battuto contro il rilascio anticipato del colonnello Yuri Budanov, l'ufficiale più alto in grado a essere condannato per crimini di guerra da un tribunale russo. Markelov aveva appena finito di parlare con i giornalisti quando un sicario gli ha sparato alla nuca e ha poi fatto fuoco contro la giovane giornalista, autrice di numerosi reportage sul crescente razzismo e ultranazionalismo in Russia. Nel processo contro il colonnello Budanov, Markelov aveva rappresentato la famiglia di Elza Kungayeva, una diciottenne cecena stuprata e uccisa da un gruppo di soldati russi. Nel 2000 l'ufficiale era stato arrestato, incriminato per il delitto e condannato a 10 anni, ma giovedì scorso era tornato in libertà nonostante la campagna condotta dall'avvocato contro il rilascio. L'uccisione di Elza era diventata il simbolo degli abusi commessi in Cecenia dalle truppe russe e la liberazione del colonnello era stata accolta con un'ondata di proteste. Il padre dell ragazza, minacciato di morte, è costretto all'esilio in Norvegia.

(Il Corriere della Sera)

mercoledì 18 giugno 2008

Pillole di giustizia per Anna Politkovskaja

Politkovskaya

Anna Politkovskaja, giornalista russa vicina all'opposizione, scriveva per la Novaya Gazeta finchè il 7 ottobre 2006 non è stata assassinata da sicari mandati (si presume) da persone vicine al Cremlino.

La Politkovskaja avrebbe pubblicato proprio quel giorno un'inchiesta sulle torture commesse dalle forze di sicurezza cecene vicine al Primo Ministro Rasman Kadyrov.

Oggi finalmente quattro persone sono state rinviate a giudizio per l'omicidio. Tre di loro sono ceceni. Per  l'ex colonnello dei servizi segreti Pavel Riaguzov è stato sollevato il sospetto di abuso d'ufficio e di estorsione. Mentre Ruslan Makhmudov, sospettato di essere colui che ha premuto il grilletto, è ancora latitante.

Qualcosa si muove per fare luce su una delle pagine più buie e raccapriccianti della "nuova" Russia.

giovedì 12 giugno 2008

007 o Mr. Bean?

mi5logo

Questa storia è una via di mezzo tra 007 e Mr. Bean. (e aimè non è la prima volta che accade a un agente di Sua Maestà).

Nei giorni scorsi, come riporta la BBC, un agente del Servizio Segreto di Sua Maestà ha preso un treno urbano. Cosa che fanno milioni di inglesi ogni giorno, quindi nulla di strano. Sceso dal treno si è accorto di aver dimenticato qualcosa a bordo. Di nuovo, cosa che capita a migliaia di pendolari ogni giorno. Peccato però che la "cosa" che aveva lasciato sul treno era una valigetta con documenti Top-Secret (il grado più alto di segretezza nello standard NATO, secondo solo ad Atomal Top-Secret, ossia segreti atomici). I documenti in questione, frutto dell'intelligence congiunta dei servizi inglesi, americani e canadesi, contenevano informazioni sullo stato delle forze di sicurezza in Iraq e sulle capacità operative in materia di esplosivi di Al-Qaeda.

Appena diffusa la notizia è scattata la "caccia alla valigetta" da parte delle forze di polizia... ma senza successo. La valigetta è stata nel frattempo trovata e recapitata alla BBC.

Naturalmente l'agente "distratto" è stato immediatamente sospeso dal servizio.

venerdì 23 maggio 2008

Next stop... Iran?

Iran-Usa

La notizia battuta oggi dall'ADNkronos non è certo particolarmente originale, è da molto che si parla del progetto americano di attaccare l'Iran con il pretesto delle armi nucleari. Se letta però alla luce dei recenti avvenimenti in Libano e il conseguente successo di Ḥizb Allāh (Hezbollah), con il conseguente accrescimento dell'influenza iraniana nella regione, assume una concretezza maggiore. Gli USA, daltronde, non sono nuovi ad entrare in una nuova guerra per distogliere l'attenzione da una vecchia. Si veda l'intervento in IRAQ dopo aver mollato la "patata bollente" afgana alla NATO.

Secondo alcuni analisti, Bush (supportato dal vice presidente Dick Cheney) vorrebbe attaccare l'Iran prima della fine del suo mandato, nonostante le resistenze del Segretario alla Difesa Gates e della Rice.

Durante la sua recente visita in Israele, Bush ha attaccato direttamente l'Iran in un discorso alla Knesset. "Permettere al principale sponsor mondiale del terrorismo di possedere l'arma più pericolosa sarebbe un tradimento imperdonabile verso le generazioni future. Per il bene della pace, il mondo non deve permettere all'Iran di possedere un'arma nucleare"

Resta da capire se questo sia solo un modo per fare pressione su Ahmadinejad. Una cosa è certa, l'Iraq non era l'Afghanistan (e ce ne siamo accorti tutti) e l'Iran non è l'Iraq.

martedì 20 maggio 2008

Supermarket per terroristi

Transnistria-coa

La Transnistria (Приднестровская Молдавская Республика), uno stato fantasma alle porte dell'Unione, luogo di contrabbando e traffici illeciti governato da ex membri del KGB. Questo è il quadro che si  presenta a chi riesce ad oltrepassare il ponte sul Niestru, a trenta chilometri da Chisinau, in un territorio ufficialmente parte della Moldova al confine con l'Ucraina.

transnistria

Il governo di Tiraspol, di fatto, non è riconosciuto da alcuno Stato, neanche dalla Russia che, in via non ufficiale, lo appoggia utilizzandolo per i "lavori sporchi". La Transnistria ha dichiarato la sua indipendenza nel 1990 e da allora è guidata dall'ex dirigente locale del KGB Igor Smirnov, che controlla tutto; telefoni, dogane, carburanti... e soprattutto i traffici di droga, prostitute e armi. Tantissime armi. A Tiraspol, infatti, erano situate alcune tra le più grandi industrie di armamenti dell'ex Unione Sovietica e, naturalmente, alcuni dei più grandi e segretissimi depositi di armi. Alcuni sostengono anche di armi nucleari. Tanto chi può censire l'arsenale sovietico?

Di fatto questa regione è un enorme supermarket delle armi. Qui si riforniscono indisturbati i leaders guerriglieri di mezzo mondo, inclusi naturalmente esponenti di Al-Qaeda. Tutto questo alle porte dell'Unione Europea e con enorme imbarazzo dei governi occidentali, incapaci di affrontare e di risolvere la questione.

Nel frattempo Smirnov ingrassa il crimine organizzato e la mafia (russa). Costruisce stadi da 20.000 spettatori per appagare la sua passione calcistica (peccato che restino vuoti a causa della scarsità di popolazione e della povertà assoluta in cui versano i cittadini), e dissemina il Paese di statue di Lenin, in tono con la falce e martello onnipresente sulle uniformi dei miliziani e sulla bandiera nazionale, ricordo sbiadito di quella Sovietica.

Ma non finisce qui. come era naturale che fosse, i Servizi italiani rendono noto che sempre più connazionali stanno investendo a Tiraspol, e naturalmente non in opere di carità.

giovedì 8 maggio 2008

Cedrata bollente...

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A giudicare dalla diretta ininterrotta di Aljazeera fin dalla tarda mattinata sembrerebbe proprio che ci risiamo.

Da questa mattina, infatti, le strade di Beirut sono nuovamente infiammate dal fuoco incrociato dell'esercito regolare libanese e dei miliziani di Ḥizb Allāh (Hezbollah) dopo la conferenza stampa del leader Hassan Nasrallah trasmessa in diretta da al-Manār, canale satellitare di Ḥizb Allāh. Nel suo discorso Nasrallah ha incitato i supporters del "Partito di Dio" a imbracciare le armi per difendere l'esistenza stessa di Ḥizb Allāh.

La scintilla che ha infiammato nuovamente la polveriera libanese è stata la decisione del Governo di Beirut di sospendere le attività di Ḥizb Allāh nel Paese e di rimuovere il Generale in carica per la sicurezza dell'aeroporto di Beirut che avrebbe consentito l'installazione di videocamere di sorveglianza nell'area da parte di Ḥizb Allāh.

Ḥizb Allāh possiede un sofisticato sistema di comunicazione nel Paese che viene usato, secondo il suo leader, per contrastare l'infiltrazione nel Paese di agenti della CIA o del Mossad.

Nel frattempo il Paese è di nuovo schiacciato da un conflitto intestino. Sempre straziato tra volontà di indipendenza e posizioni filo occidentali, e la presenza della Siria, sempre influente e condizionante gli affari interni.

Per approfondire, consiglio di dare un'occhiata al blog di Paola Cariddi, giornalista italiana a Gerusalemme, sempre molto informata e con ottimi spunti di riflessione.

mercoledì 7 maggio 2008

Il cucciolo dello Zar...

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Lo Zar è "morto", viva lo Zar!

Dopo una pomposa cerimonia in una sala barocca del Cremlino, il terzo Presidente della Federazione Russa ha effettuato il giuramento.

Dimitry Medvedev, 43 anni, dirigente della Gazprom, faccia pulita da secchione della classe, prende il posto dell'inossidabile ex direttore dei servizi segreti e Presidente dal 1999, Vladimir Putin.

Sull'indipendenza di Medvedev dal suo predecessore i dubbi non mancano. Nominato Primo Ministro da Putin, i sospetti che occupi la poltrona presidenziale come "protesi" del suo predecessore sono molto pesanti. Scaduto il suo secondo mandato, infatti, Putin non poteva correre per una terza rielezione.

Il discorso di insediamento del nuovo Zarino è stato incentrato sulla necessità di far prevalere il ruolo della legge e dei diritti civili, in una Russia non certo leader di democrazia.

I prossimi mesi faranno apparire la vera linea politica del Presidente Medvedev. Una cosa è certa, difficilmente un personaggio come Vladimir Putin scomparirà dalla scena politica russa. Bisognerà capire se preferirà giocare il ruolo di "eminenza grigia" manovrando la sua marionetta da dietro le quinte o se opterà per un ruolo più di primo piano come ci ha abituato negli ultimi anni dando un rilievo finora inedito in Russia alla poltrona di Primo Ministro che occuperà da oggi.

giovedì 24 aprile 2008

Spie fatte in casa...

007 

Quanti di voi sanno come si chiamano i nostri Servizi Segreti? E quanti di voi invece sanno come si chiamano ad esempio quelli di Stati Uniti e Inghilterra? Scommetto che la stragrande maggioranza di voi non ha problei a rispondere immediatamente CIA e FBI, i più "esperti"... magari un po' cinefili, conosceranno sicuramente l'MI6 e l'MI5 dai film di James Bond. Ma quanto a casa nostra? Il S.I.S.Mi è forse il Servizio più conosciuto per via delle cronache non più tanto recenti (come ad esempio la morte di Calipari), del S.I.S.De invece non si sente quasi mai parlare.

Il bello però è che apparentemente anche i nostri Servizi non hanno bene idea di chi sono. Le loro crisi di identità sono evidenti se ci connettiamo al sito del Governo nella sezione relativa ai Servizi di Informazione e Sicurezza e andiamo a sbirciare nella sezione relativa alla struttura. Si aprono tre possibilità per avere informazioni su CESIS, S.I.S.Mi e S.I.S.De.

Bene direte voi! Certo, peccato che da diversi mesi ormai hanno cambiato nome e logo. Con l'approvazione della legge n.124 del 3 agosto 2007, infatti, il CESIS è diventato DIS, il S.I.S.De è diventato AISI (Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna) e il S.I.S.Mi è diventato AISE (Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna). Di questo cambiamento non sembrano essersene accorti neanche loro, con l'eccezione del sito della rivista del AISI, che comunque mantiene la vecchia denominazione. Se si cerca AISI, infatti, si viene collegati ad una Associazione Italiana Scuola Informatica...

Allora, è vero che i nostri Servizi hanno dato prova più volte di funzionare benissimo, ma non sarebbe forse il caso di renderli un po' meno "segreti" anche a se stessi e un po' più moderni e al passo coi tempi nel contatto con i cittadini? Basta farsi un giro nei siti di CIA, FBI, MI5, MI6 (un sito molto ben fatto), e tanti altri (qui c'è una buona lista) per capire che è possibile e aiuta ad avere un'immagine più trasparente dei Servizi. Finalmente è arrivata la tanto attesa riforma, speriamo che qualcosa inizi davvero a muoversi... magari iniziando dal sito ufficiale!

AISI-logo

sabato 19 aprile 2008

Spie e barzellettieri

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Ed ecco la prima di una lunga serie temo. (Aimè!)

Durante la conferenza stampa congiunta tra Putin e Berlusconi, una giornalista ha fatto una domanda inappropriata al Presidente della Federazione Russa, chiedendo un commento su una sua presunta love story.

Putin ha risposto molto infastidito e Berlusconi, a sostegno del suo amico di Leningrado, ha mimato un'esecuzione mirando alla giornalista con un mitra immaginario.

Il gesto, già sufficientemente ridicolo e di cattivo gusto, assume connotati preoccupanti tenendo presente il livello di libertà di stampa che ha visto l'Italia precipitare al 40° posto dopo il Cile e Corea del Sud (Fonte: Reporter Sans Frontières). Un'Italia in cui giornalisti del calibro di Enzo Biagi, sono stati messi al bando dalla televisione di Stato.

Come se non bastasse, accanto al "Mitragliatore di Arcore", c'era il suo amico ex dirigente del KGB (Servizi Segreti dell'Unione Sovietica), fortemente sospettato di essere il mandante dei numerosi omicidi di cui sono state vittime giornalisti vicini all'opposizione in Russia, tra cui la giornalista Anna Stepanovna Politkovskaja.

Qualcosa mi fa pensare che ci dovremo riabituare a gaffe internazionali come quella storica al Parlamento Europeo in cui l'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi diede del Kapo ad un europarlamentare tedesco, un po' come salutare col braccio teso il rabbino capo di Roma... Motivo di continue prese in giro del nostro Paese su tutti i media internazionali anche a distanza di anni.

Viene quasi voglia di rimpiangere Andreotti!